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Il sogno del labirinto

26 Settembre 2009

di Antonio Errico

Per tutta la vita sognò il labirinto, Jorge Luis Borges: la biblioteca che esiste ab aeterno ed è infinita, che contiene tutti i libri, la storia minuziosa dell’avvenire, migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione della falsità del catalogo autentico, la traduzione di ogni libro in tutte le lingue, le interpolazioni di ogni libro in tutti i libri.

In una delle sue Finzioni, intitolata “ La biblioteca di Babele”, Borges racconta che quando si proclamò che la biblioteca comprendeva tutti i libri, gli uomini si sentirono padroni di un tesoro intatto e segreto. Poi alla esuberanza seguì la depressione.

Perché alcuni pensarono che qualche scaffale contenesse libri preziosi e la loro inaccessibilità parve intollerabile; altri che la cosa più importante fosse sbarazzarsi delle opere inutili.

Ma per tutti la biblioteca era l’universo che conteneva ogni vanità e umiltà del mondo, ogni realtà e ogni fantasia, le memorie più profonde e gli irrimediabili oblii. La biblioteca comprendeva tutto il tempo e le spazio, tutti gli inganni, le premonizioni, l’illimitatezza, la finitudine, l’infinito.

Ci sono esistenze piene di libri fin dall’infanzia, che regolano il proprio rapporto con il mondo sul ritmo di una narrazione, che scoprono la realtà attraverso la finzione letteraria, e vivono tutte le esperienze possibili e le storie possibili attraverso le storie e le esperienze che accadono in una scrittura.

Ogni lettore vorrebbe poter dire come Jean Paul Sartre: “ho cominciato la mia vita come senza dubbio la finirò: tra i libri”.

Ogni lettore, in certi giorni, vorrebbe poter fare come Cosimo Piovasco di Rondò che ad un certo punto disse: questo piatto di lumache non lo voglio e non lo voglio. E se ne andò su un albero a vivere e a leggere, e a scambiare libri con quel brigante lettore vorace che era Gian dei Brughi.

Ma da anni e da più parti si proclama la fine del libro e della lettura.

In un saggio intitolato “ Leggere, leggersi”, Franco Ferrarotti pronuncia sentenze lucidamente controcorrente, conseguenze di lunghe, profonde riflessioni. Accende spie che poi spegne e riaccende richiamando con questa intermittenza l’attenzione di chi legge, suscitando interrogativi che riguardano il futuro della civiltà, dei destini individuali e collettivi.

Sono indicatori di grandi equivoci o di sottili e storiche mistificazioni, di forzature o semplificazioni ideologiche che attivano processi di stravolgimento delle strutture e dei sistemi culturali.

Una delle spie di Ferrarotti evidenzia che la confusione dei concetti di progresso e di sviluppo, di scienza e di tecnologia, ha prodotto oltre ad equivoci anche perversioni.

Implicitamente Ferrarotti avverte che si ha necessità urgente e disperata di una cultura, e quindi di un’educazione, che consenta un uso saggio degli strumenti che possediamo, che realizzi la formazione di una personalità e di un pensiero in grado di controllare lo tsunami tecnologico.

Il sociologo prende posizione precisa, inequivocabile. Sbeffeggia le mode. Frantuma il vitello d’oro della tecnologia di massa che da un po’ di tempo tutti ( o quasi tutti) adoriamo. Dice che sta crescendo irresistibilmente l’esercito degli analfabeti alfabetizzati, degli idiots savants aficionados di Internet.

Navighiamo ( o naufraghiamo?) in rete, ci lasciamo sedurre dalla fandonia del tempo reale senza renderci conto che psicologicamente il tempo è la cosa più irreale che ci sia, la più ingannevole.

La tecnologia – sostiene Ferrarotti- è una perfezione tecnica priva di scopo che lasciata a se stessa si risolve in una perfezione del nulla. Eppure noi, in un eccesso di dementia precox, le abbiamo venduto le nostre anime. Abbiamo pigramente creduto nell’ineluttabilità del suo potere; ci siamo acriticamente, indiscriminatamente, ipocritamente, opportunisticamente lasciati richiamare e irretire dalle sue sirene.

Così giorno dopo giorno abbiamo buttato via i libri.

In un passo della Tempesta di Shakespeare, Calibano parlando di Prospero dice: “ è sua abitudine dormire il pomeriggio. Allora lo puoi uccidere, dopo avergli preso i libri. Puoi sfondargli il cranio con un ceppo, o sventrarlo con un palo, o tagliargli la gola col coltello. Ma prima prendigli i libri. Senza i libri è uno sciocco come me”.

Resta una possibilità di salvezza. L’ultima, forse: la scuola. Perché è solo qui che si ha l’interesse di far crescere intelligenze ( che vuol dire esistenze) che sappiano sentire la responsabilità ( pesante) di custodire significati insostituibili, profondi, essenziali.

Festa 2009 - rimbalzare letture

22 Settembre 2009

Il Presidio Germinazioni di Lecce - condotto da Valentina Sansò e Teresa Ciulli - fa una proposta per la festa dei lettori di sabato 26 settembre: far rimbalzare - cone fa un sasso lanciato sull’acqua - di presidio in presidio la lettura di una pagina de L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono.

Volume d’acqua

Alvaro è diventato bravo questa estate. Ha imparato a scegliere fra i sassi sulla riva quelli proprio ultrapiatti. E poi li lancia facendoli rimbalzare sull’acqua due tre quattro, cinque volte! E vanno lontano e sembra che quelli si divertono più di lui a vivere quell’avventura: saltare, volare, guadagnare velocità e terreno …all’acqua. Cadere per loro è a quel punto come mangiarsi un gelato dopo un impegno portato a termine, una giusta conclusione.

Bravo il sasso e bravo chi l’ha lanciato: e bravo pure il mare che si è prestato al gioco di un bambino. Ecco così vogliamo fare con il libro di Jean Giono, l’uomo che piantava gli alberi. Vogliamo lanciarlo sulla superficie dei Presidi del libro e provare a farlo rimbalzare, una due tre quattro, cinque volte! Bravo lettore! Perché questo libro incarna più di tanti altri, magari più importanti, l’idea che abbiamo del futuro.

Che si può solo vivere nel presente, il futuro. Seminandolo.

Di comportamenti di modelli di persone, anche immaginarie perché no, che hanno visto in se stessi la persona migliore che oggi stesso e qui, potevano essere.

Come il pastore di pecore Elzéard Bouffier. Che ogni giorno, tutti i giorni per vent’anni, portando al pascolo le pecore, camminando faceva cadere ghiande in piccoli buchi che si preoccupava di fare col suo bastone lungo i sentieri. Una foresta ne venne fuori che cambiò l’ecosistema e la storia di quel luogo. Un comportamento che vale la pena far rimbalzare sulla superficie di questa rete di lettori che ogni anno si dà appuntamento l’ultimo sabato del mese di settembre e convocata a ragionare sul tema del futuro; leggimi il futuro è il titolo che è stato fatto circolare in una riunione di luglio. E se vuoi che io ti legga il futuro, quello che vorrei non quello che si sta preparando, allora prendo in mano questo libro, gli hanno fatto l’anno scorso la copertina cartonata e dunque ben si presta a quello che sto per fare, è oltretutto ultrapiatto, è un racconto di trenta pagine, anche se, arricchito dalla materna matita di Simona Mulazzani ne vanta cinquant’uno, e lo lancio dritto.

A voi che potreste dedicare un’ora della vostra festa, alla lettura magari in contemporanea con noi, a Lecce in Biblioteca, di questo libro di Giono, e così facendo lasciarlo rimbalzare a Noha a Bari a Trinitapoli. Dove cadrà a quel punto? In tutte quelle orecchie, due ciascuno, che per un giorno per un’ora si fanno zolla e ospitano il seme della parola. E’ un seme davvero questa volta, una ghianda come quella che seminava Elzéard o un seme di carrubo, una antica pianta del Salento la cui bellezza la cui voce la cui ombra per terra si sta perdendo, come quello che vorremmo regalare ai lettori che si uniranno a noi per leggere le trenta pagine di questa storia. E’ piccola ma è gigante il pensiero che l’ha prodotta. Come un seme è piccolo ma è gigante il progetto che contiene e le innumerevoli relazioni che esso può generare. Il futuro esiste solo se adesso io faccio qualcosa per rendere migliore il mondo che abito. Che sia raccogliere una borsa di rifiuti dalla riva del mare o portare da casa con me le borse di plastica in cui mettere la spesa. O leggere ad alta voce grazie a una staffetta di lettori un libro che il mercato dell’editoria destina ai ragazzi. Una fesseria una stupidaggine. Eppure di pratiche come queste, meno che elementari, io non ne vedo nessuna mai. In tanti anni che vado al mare e in altrettanti che faccio la spesa e in tre che celebro la festa dei lettori. Il mondo si cambia partendo da quello che posso fare io adesso. Anche lanciando un libro alla vigilia di una festa, sul mare delle relazioni che la rete dei presidi di per sé genera. Quanti salti farà? Mamma guardami grida Alvaro. Guardami! dico a te.

Teresa Ciulli per il presidio del Libro Germinazioni, Lecce

La Festa dei lettori 2009

9 Settembre 2009

Il cantiere della Festa dei lettori 2009 è in piena attività in Puglia, Piemonte, Sardegna, Campania, Basilicata, Liguria, Trentino, Veneto, Friuli, Abruzzo, Toscana, Lazio e Sicilia. I Presìdi del libro stanno coordinando Istituzioni, Scuole, Associazioni, Librerie, Biblioteche e migliaia di volontari-lettori per costruire insieme una giornata di festa dedicata ai libri e alla lettura. La principale delle novità di quest’anno è il tema comune “Leggimi il futuro”. L’appuntamento è per sabato 26 settembre.

Leggiamoci forte

Leggere ad alta voce ad un bambino, ad un ragazzo, ad un adulto vuol dire saper trasmettere insieme alla storia prescelta, un proprio modo di essere e di sentire. E’ l’autenticità del sentire l’elemento che rende indimenticabile l’esperienza, non tanto o non solo la qualità della storia o la qualità tecnica della lettura. L’autenticità del sentire crea la relazione, lega l’esperienza ad un momento di comunicazione altamente affettivo, genera il desiderio di ripeterla. Naturalmente, sotto il profilo specificatamente pedagogico, dalla lettura ad alta voce possono scaturire effetti positivi di vario tipo e di vario livello. Eccone di seguito alcuni. L’aumento delle competenze linguistiche (ampliamento del vocabolario, miglioramento delle capacità espressive…). Il consolidamento dell’intelligenza narrativa (o rafforzamento del senso della storia e cioè di quella capacità innata di organizzare il pensiero in termini narrativi secondo sequenze logico-temporali precise). Lo sviluppo della capacità d’ascolto e progressiva dilatazione del tempo di attenzione. L’acquisizione della capacità di creare immagini mentali sulla base del solo codice verbale (senza quindi il sostegno dell’immagine) (…) E allora, “leggiamoci forte”! Questo il senso della festa dei lettori che giunge quest’anno alla sua quinta edizione. Come ormai consuetudine anche quest’anno la Festa dei lettori coinvolgerà le Scuole grazie agli accordi con gli Uffici Scolastici Regionali di Puglia, Piemonte e Sardegna. In Puglia il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Lucrezia Stellacci, ha concesso il patrocinio della manifestazione e ha inviato a tutte le Scuole la comunicazione dell’appuntamento. Le Scuole dei Comuni in cui c’è un Presìdio del libro che organizza la Festa potranno mettersi in contatto con i referenti locali (nella provincia di Lecce i Presìdi del libro operano a Botrugno, Calimera, Casarano, Galatina, Lecce, Nardò, Noha, Parabita, San Donato e Sternatia. I dati relativi a ciascun gruppo sono rilevabili sul sito www.presidi.org) per prendere parte all’organizzazione o per partecipare alle iniziative previste. Tutte le Scuole, anche quelle situate in Comuni in cui non esiste un Presìdio, possono comunque aderire all’iniziativa “Leggiamoci forte” dedicando una mezz’ora della giornata ad attività libere di lettura, anche gestite direttamente dagli studenti, per esempio sul tema della Festa: “Leggimi il futuro”. Le letture si svolgeranno contemporaneamente in Puglia Piemonte e Sardegna, in tutte le classi coinvolte, creando un ideale circolo dei lettori del futuro. In Piemonte e in Sardegna gli studenti sono stati invitati a partecipare alla iniziativa “Leggiamoci forte” per venerdì 25 settembre. I dettagli su altre specifiche iniziative li rinviamo alla lettura dei siti delle associazioni regionali dei Presìdi del libro di Piemonte e Sardegna e dell’iniziativa “Portici di carta”. Infine l’Associazione dei Presìdi del libro invita tutti gli studenti, i loro genitori e i docenti interessati a leggere e a proporre letture sul tema della Festa “Leggimi il Futuro” per il primo anno anche attraverso Facebook e il blog della Festa.

I Presidi del libro

I Presìdi del libro nascono nel 2001 come idea di promozione del libro “dal basso” discussa tra diversi editori al Salone del libro di Torino e poi in vari incontri a Milano, Roma.L’Associazione Presìdi del libro venne costituita all’inizio del 2002 da otto editori pugliesi: Adda, Besa, B. A. Graphis, Cacucci, Dedalo, Laterza, Manni, Progedit. Per analogia, qualche mese dopo fu creata l’Associazione del Piemonte a cui sono seguite nuove Associazioni regionali in Sardegna, Emilia, Campania. Alla fine del 2003, l’Associazione ha deciso di aprirsi a tutti coloro che sono interessati alla lettura: insegnanti, studenti, librai, bibliotecari, operatori culturali, artisti, professionisti, casalinghe. Accanto agli editori sono entrati a far parte attivamente della vita dell’Associazione coloro che hanno animato i Presìdi del libro locali e si sono distinti nel promuovere le attività e il fine della promozione della lettura nel territorio.

La Regione Puglia è socio dell’Associazione.

L’Associazione ha sede a Bari presso la Biblioteca per la Cultura e per le Arti Santa Teresa dei Maschi - De Gemmis.

 

Il prossimo Salone del libro di Torino

19 Marzo 2009

Sarà Umberto Eco a inaugurare il programma degli eventi che accompagnano la ventiduesima edizione della Fiera Internazionale del Libro di Torino, giovedì 14 maggio al Lingotto. Non sperate di liberarvi dei libri: è questo il titolo della conversazione di Eco con Jean-Claude Carrière, che sarà pubblicata da Bompiani, e presentata in Fiera in anteprima mondiale.

Io, gli altri

Dopo i Confini (2007) e la Bellezza (2008), Leitmotiv dell’edizione 2009 sarà l’Io, e il suo rapporto con gli altri. La frammentazione dell’Io ha segnato profondamente la cultura novecentesca, sia in campo letterario che artistico. Le indagini intraprese da Freud all’inizio del Novecento hanno avviato una presa di coscienza della disgregazione del soggetto che ha sì abbattuto le certezze dell’Ottocento, ma ha aperto il campo a una conoscenza sempre più approfondita dei meccanismi psichici che regolano i comportamenti individuali.

Come sono cambiate la percezione e la rappresentazione del Sé? Per decenni l’Io ha dovuto annullarsi a favore del gruppo, del Partito, dei movimenti, per cui ogni pur legittima istanza individuale veniva vissuta (e bollata) come pericolosamente antisociale. La crisi dei partiti e dei corpi intermedi di rappresentanza ha rimesso l’Io al centro della scena, ma ne anche sviluppato gli egoismi e l’insensibilità. Oggi l’Io sembra preoccupato soltanto del proprio piacere e successo personale, e assai poco disposto a misurarsi e confrontarsi in un grande progetto collettivo. Dalla dissoluzione dell’individuo in grandi movimenti di massa si è passati a una nuova e diversa prigionia nella monade dell’egoismo personale. La società si va configurando come una somma di automi che hanno difficoltà a comunicare tra loro. Non soltanto: il percorso di conoscenza del proprio Io è un viaggio tra i più difficili. Siamo così poco abituati a misurarci con noi stessi da preferire l’invenzione di un alter ego virtuale, un personaggio che sia quello che vorremmo essere, e che finisce per vivere in una Second Life come avatar.

Ogni discorso sull’Io deve partire, prima ancora che dalla psicologia, dalle neuroscienze e dalle sue recenti, importanti scoperte, come quella tutta italiana dei cosiddetti neuroni-specchio, che regolano l’apprendimento attraverso l’imitazione di comportamenti osservati negli altri. Dove si trova e come è fatta l’anima? Quali sono e come lavorano le strutture fisiologiche che presiedono all’elaborazione del pensiero, delle emozioni, dei ricordi e dei sogni? Quali procedimenti regolano ciò che noi chiamiamo coscienza? Sul tema sono annunciate le lezioni magistrali di illustri scienziati italiani ed esteri, come Edoardo Boncinelli.

Altri temi che saranno sviluppati al Lingotto l’Io nel mito (la figura di Narciso e oggi del Divo) e nella politica (la ricorrente tentazione di abbandonarsi a figure carismatiche; il rapporto tra il Capo e le masse). Ma anche l’iperbolico culto dell’Io attraverso la moda, i consumi simbolo di stato, la «manutenzione del corpo» dalle palestre al lifting, le «scritture sul corpo» (tatuaggi, piercing).

Ancora: come si può parlare di sé? In che modo l’Io che ha deciso di esporsi in pubblico racconta (o nasconde) se stesso attraverso diari, epistolari, autobiografie, memoriali? E analogamente, come si è sviluppata nell’arte, sia sacra e che profana la pratica, peraltro tardiva, dell’autoritratto, o la raffigurazione dell’Eroe, del Divo, o più semplicemente del committente?

Dall’Io al noi, al gruppo, sia esso costituito dalla famiglia, dalla tribù e via dicendo; e dal gruppo agli altri, a quelli che non soltanto non fanno parte del gruppo, ma vengono sentiti come estranei, potenzialmente aggressivi e pericolosi, da odiare e da combattere. Quali sono le modalità di inclusione ed esclusione dal gruppo? Il modello tribale continua a dominare larga parte delle società contemporanee ed è particolarmente visibile nelle culture africane e islamiche, dove si pone in conflitto e opposizione con il modello occidentale della democrazia, in cui tutti i cittadini dovrebbero obbedire non alle leggi del clan ma a quelle sovra-famigliari di una collettività non divisa in gruppi o caste.

Da qui discende un vasto campionario di insicurezze e di paure, spesso irrazionali e dettate dalla non conoscenza, che stanno avvelenando il clima della globalizzazione, anche attraverso scontri religiosi la cui intensità non accenna a diminuire.

Ma in primo luogo: come conoscere e ri-conoscere gli altri se non siamo in grado di conoscere noi stessi? Torna ad affacciarsi il tema dell’identità, che la Fiera svilupperà anche in vista del 150° dell’Unità d’Italia, come riflessione sui caratteri originali che hanno fatto e fanno il nostro Paese.

Da san Giovanni Rotondo

10 Ottobre 2008

A Noicattaro dal 9 al 18 ottobre 2008, la 2^ edizione de “Il Libroscopio. Settimana della cultura scientifica”

2 Ottobre 2008

Dopo il grandissimo successo di pubblico ottenuto con la prima edizione 2007, il Comune di Noicàttaro e il Presìdio del Libro di Noicàttaro, in collaborazione con l’Associazione dei Presìdi del Libro, la Regione Puglia, l’ARTI, l’Università di Bari e l’INFN ha organizzato a Noicàttaro, dal 9 al 18  ottobre 2008, la 2^ edizione de “Il Libroscopio. Settimana della cultura scientifica”

Si è verificato che nella prima edizione (ottobre 2007) – l’attenzione e i risultati ottenuti sono andati al di là di ogni più rosea aspettativa.   Altissima è stata la partecipazione delle scuole primarie e secondarie di I° e II° grado dell’intera provincia, di numerose Associazioni culturali e di   un pubblico attento e variegato - gli obiettivi del progetto, unico del genere nel Sud Italia - sono stati ampiamente conseguiti. “Il Libroscopio”, infatti,  ha consentito alla società civile di approfondire  tematiche con le quali ci si confronta quotidianamente, ma di cui spesso non  si conosce abbastanza. Leggi il resto di questo articolo »

Storie! A San Giovanni Rotondo

30 Settembre 2008

Si è tenuta nella serata di sabato 27 settembre, presso il chiostro comunale, la premiazione del concorso di scrittura “Storie”, l’appuntamento letterario promosso ed organizzato da “I Presidi del Libro” di San Giovanni Rotondo in collaborazione con l’Associazione Culturale “Cambio rotta”.
La serata si è svolta in una piacevolissima e calda atmosfera alimentata oltre che dai contenuti dei racconti in concorso, dalla bravura ed espressività dell’attrice Gabriella Campanile nel leggere i testi vincitori.
All’incontro di premiazione, condotto dalla responsabile dei Presidi Mara De Felici, sono intervenuti oltre ai giurati del concorso (Valeria Lauriola, Ciro Marino, Giovanni Piano e Graziano Pretto) il sindaco Gennaro Giuliani e l’assessore delegato alla cultura ed istruzione Michele Notarangelo, i quali, oltre ad averne apprezzato l’evento in sé hanno dato il loro impegno a sostenere le iniziative delle due realtà associative, “Presidi del Libro” e “Cambio rotta”, che ogni anno si “cimentano” e promuovono attività culturali. Il primo premio è stato assegnato a Berto Dragano con “Lontano da te”, il secondo a Franco Paoletta con “Fermo Immagine” ed il terzo, ex-aequo, a Rita Fantinato con “Caverna” e Amelio Ercolino con “Il Sentiero” (è possibile leggere i quattro testi cliccando su ciascuno dei titoli).
Ai vincitori sono stati assegnati buoni per l’acquisto di libri, mentre gli altri partecipanti hanno ricevuto e riceveranno in omaggio il libretto con tutti i testi presentati, oltre a una borsa shopper de “I Presidi del Libro” e lo sconto del 10% presso la libreria Fahrenheit valido per un acquisto.
Infine, è stato premiato il vincitore dell’iniziativa Libri in libera uscita, ovvero il primo che ha comunicato il filo conduttore che legava vari libri esposti nei negozi della città.

I numeri primi a Noicattaro

26 Settembre 2008

Nella mattinata del 27 settembre le scuole saranno coinvolte nell’iniziativa libringiro: alle ore 10, in piazza Dossetti, i ragazzi delle scuole De Gasperi, Desimini, Pascoli, Pende, Tecnico Agrario Caramia di Noicàttaro, Tanzi di Mola di Bari , ITC Montale di Rutigliano si raduneranno per accogliere i librofori, studenti che, in piccoli gruppi, partiti dalle proprie scuole e percorse le principali vie del paese, giungeranno nella piazza per dare avvio alla festa. Dopo lo scambio dei racconti, ogni classe “depositerà” nella vetrina adottata il libro da consigliare, l’incipit, lo slogan ideato.

Altre interessanti proposte in serata: alle 19.30 in via Telegrafo, presso il Palazzo della Cultura, la ballerina Isabella Arbore, seguendo il percorso del fuoco, lancerà la magia degli uomini libro, i quali proporranno le pagine più belle dei libri che rappresentano.
Seguiranno, alle 20.30 nel chiostro del Palazzo della Cultura, il caffè letterario con l’attore Michele Napoletano e la proiezione del film di F. Truffaut Fahrenheit 451.

Domenica 28 settembre, poi, alle ore 10.45 e sempre nel Palazzo della Cultura, si potrà “gustare” l’aperitivo con l’autore PAOLO GIORDANO, vincitore del premio Strega 2008 con La solitudine dei numeri primi.

La festa dei lettori nel Salento

26 Settembre 2008

Ultimo sabato di settembre, questa la data, da ormai quattro anni, fissata dall’Associazione Presidi del libro per fare la festa dei lettori.

Un evento importante che aggrega migliaia di persone in tutta Italia.

I Presidi del Libro, lo sapete, sono creatura pugliese, nati dalla necessità di otto editori di darsi un progetto comune di promozione della cultura del libro e della lettura. Una scommessa nel 1999 che ha trovato da subito alleanze forti in chi nella nostra regione coltivava cultura, in solitaria o in associazione, nervo vivo d’un fare sempre pronto e attento alle esperienze autoriali, autonomo nel progetto, capace di accogliere e di fare cura. Una rete di operatori culturali che nell’Associazione presìdi del libro ha trovato casa comune. Leggi il resto di questo articolo »

Leggere significa incontrare

26 Settembre 2008
Domani sera Antonio Errico sarà ospite della festa dei lettori di Parabita
di Antonio ERRICO

C’è un articolo straordinario di Cesare Pavese che parla di uomini e di libri. Dice che i libri non sono gli uomini, ma sono i mezzi per giungere a loro. Chi ama i libri e non ama gli uomini è un fatuo o un dannato.
Perché leggere significa incontrare l’altro, comprendere i destini che si cercano o che si rifiutano, che si rincorrono o che si allontanano, che si contemperano o che si dilacerano.
Leggere significa condividere tutte le possibili esistenze. Tutto quello che può accadere ad un uomo, a una donna, è già accaduto in una pagina di romanzo, nel verso di una poesia, in una scena di teatro.
Forse non è possibile il verificarsi di un evento che non sia già stato scritto nella Bibbia, nella Divina Commedia, nell’ Iliade, nell’Odissea, in un dialogo di Shakespeare, in un passo di Proust, in un racconto delle Mille e una notte, in una narrazione anonima passata di tempo in tempo, di voce in voce. Leggi il resto di questo articolo »




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